#Circoscrizione8, facciamo il punto

Quello che segue è il mio contributo all’ultimo numero, quello di Natale, del “GiornalOtto“, il giornale della Circoscrizione 8. I tuoi commenti sono più che ben accetti, mandami una e-mail.
Esistono momenti nell’ impegno di un amministratore pubblico in cui il confine tra il successo e l’insuccesso, tra il farcela e il non farcela, è sottilissimo. Quel confine mi è stato molto chiaro il 20 novembre scorso. Dopo circa un anno dagli incidenti che videro il tratto di via Giordano Bruno, tra il cavalcavia e piazza Galimberti, scenario quasi di guerriglia urbana dopo il lancio di bombe carta verso le palazzine occupate, e, a circa due settimane dall’incendio avvenuto in una di esse, si è svolta senza incidenti, anche se i momenti di tensione sono stati molti e di non farcela era tanta, la liberazione dello scantinato della prima palazzina occupata dell’ex-MOI.

Più di 80 persone sono state ricollocate in soluzioni abitative situate in altre aree della Città e una cancellata è stata montata ed ora sotto il controllo di chi gestisce il progetto di liberazione complessiva delle palazzine.

È evidente che in quello che è successo non c’è una vittoria definitiva, ma se non fossimo riusciti a fare questo, per tutti i soggetti coinvolti sarebbe stata una sconfitta da cui era difficile tornare indietro.

Adesso possiamo invece guardare avanti.

I ringraziamenti sono molteplici. In primis ai cittadini e al quartiere che hanno assistito con rispetto e attenzione ad operazioni non semplici e a scene decisamente impegnative. Vanno poi ringraziate le forze dell’ordine e l’altissima professionalità che hanno messo in campo. Va un plauso ai soggetti impegnati nel progetto, dal project manager e il suo staff, all’Assessora Schellino con cui ho condiviso scelte che bisognava continuamente compiere nel rispetto delle reciproche competenze. Non dimentico il mio Consiglio e la mia Giunta tutti, che mi sono stati vicino e hanno compensato la mia assenza. So che questo non basta, come testimoniano le continue mail e i continui incontri con gli abitanti del Borgo Filadelfia. Ma non basterà neanche svuotare le palazzine e ricollocare tutti gli abitanti; quello che serve al quartiere è un disegno strategico per tutta l’area che ad oggi incomincia, seppur troppo lentamente, a compiersi con la sigla della convenzione sul nuovo Parco della Salute di Torino.
Nizza – Millefonti e Lingotto avranno una continuità urbana e quando si porteranno a compimento i lavori della metro e del Grattacielo della Regione (sic!) quell’area costituirà uno dei principali, se non il principale, centro direzionale di Torino.

Dall’ altra parte di questa “Grande Circoscrizione” rimangono forti le problematiche relative alla sicurezza: al Valentino e San Salvario in  particolare. La Circoscrizione è a fianco delle forze dell’ordine. Sono costantemente in contatto con i Comandi di Polizia e dei Carabinieri e vi assicuro che loro, in collaborazione continua con i nostri vigili urbani, compiono un’azione di monitoraggio costante e indefessa. Li ringrazio ancora.

Vedo spesso ronde che richiedono ordine e disciplina. Per carità, nulla in contrario. Preferisco tuttavia le iniziative che riempiono gli spazi della città di eventi comunitari come i pranzi dei vicini, le cene di quartiere e i patti di comunità: iniziative civiche e di volontariato laiche e religiose. San Salvario ne è piena, brulica di bellezza e di impegno. Senza l’impegno dei cittadini non se ne verrà mai fuori, senza una forte azione pedagogica e amministrativa (pensiamo solo alla portata del progetto su Torino Esposizioni, alla riqualificazione di Via Nizza e a quella di Corso Marconi) della politica la partita è persa in partenza. Lo spaccio ad esempio? Colpiamo chi spaccia, ma interroghiamoci anche sui troppi (troppissimi!) che consumano e alimentano tale squallido mercimonio.

Sì ce la possiamo fare! La Circoscrizione e il suo Presidente scommettono ancora sulle possibilità di questo grande territorio che lentamente, da via Monferrato a piazza Guala è in cerca di una faticosa identità unitaria. Non nascondiamo i problemi: le anagrafi che non riusciamo a tenere aperte a meno che il Comune non ci dia una mano (A. A. A. assessore cercasi), il futuro dell’area Sant’Anna – Regina Margherita una volta che nascerà il Parco della Salute, i parcheggi e le strisce blu, i lavori interminabili, la fatica di manutenere la nostra stupenda collina e le delicate sponde del Po. E potrei continuare ancora a lungo.

Noi, dal canto nostro, dopo un anno e mezzo siamo discretamente orgogliosi del nostro lavoro: con la Giunta e il Consiglio tutto.

Insieme a loro vi auguro Buone feste e un buon Natale. Ci vediamo nel 2018! Finisce con 8: sarà di certo un anno in cui costruiremo ancora molte cose insieme.

 

foto: Radio Onda d’Urto

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