Congresso sia, ma lasciamo stare Edipo

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Il 3 marzo 2019 si celebrerà il Congresso del Partito Democratico e mi chiedo: ce la faremo a fare campagna congressuale senza il complesso di Edipo?

A parer mio occorre che ciascuno sostenga il proprio candidato o la propria scelta – anche “non mi convince nessuno e mi asterrò” – convivendo con la bontà di queste scelte.

Insomma ciascuni voti (o non voti) come Segretario chi ritiene sia migliore per il futuro del Paese, non chi è più vicino a Tizio o Sempronio.

Il Pd è uno strumento (come tutti i partiti) per determinare la politica nazionale. Chi volete che guidi il Pd per determinarla meglio?

Io, come molti sanno, sostengo la mozione di Roberto Giachetti e Anna Ascani e spero di trovare vecchi e nuovi compagni di viaggio in questo percorso.

Fatto il Segretario, però, facciamo un altro passo e guardiamo avanti. Non penso, infatti, che in questo momento serva solo l’impegno nel Pd. Per questo continuerò in ogni direzione per liberare Torino dalla condizione di stagnazione in cui si trova parlando e cercando di coinvolgere anche i mondi che si sentono stretti in una dinamica partitica. Avete visto l’invito qua sopra, no?

Sarà un periodo complesso e faticoso, ma non è mai stata la fatica a far paura, quello che spaventa di più è sempre stata l’ignavia. Buon Congresso a tutti e che le primarie siamo ancora la festa della democrazia.

Post scriptum: per i molti detrattori e sostenitori di Renzi a cui ho sempre spiegato che non eravamo una corrente, ebbene come vedete non lo siamo. Nel bene e nel male!